Cose che si possono e non si possono dire Recensione Libro

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 Cose che si possono e non si possono dire

[ Cose che si possono e non si possono dire ]. Un libro che parla della sorveglianza di massa e dei diritti di libera espressione.

Nell’inverno del 2014, l’attore americano John Cusack che da sempre è impegnato sul fronte dei diritti civili, ha una brillante idea.

Far incontrare i due più celebri whistleblower americani, ( whistleblower = un individuo che denunci pubblicamente o riferisca alle autorità, attività illecite o fraudolente all’interno del governo, di un’organizzazione pubblica o privata o di un’azienda ) due ex fedeli servitori del governo statunitense che, in epoche diverse, hanno avuto il coraggio e il merito di renderne pubblici gli abusi: Daniel Ellsberg, il funzionario del Pentagono che nel 1971 rivelò i piani della guerra in Vietnam e Edward Snowden, l’informatico ed ex tecnico della CIA ed NSA, che nel 2013 denunciò le intercettazioni a tappeto condotte dalla National Security Agency.

All’incontro sarà invitata anche Arundhati Roy, una delle voci più chiare e implacabili che si sono levate negli ultimi anni contro la politica imperialista di molti stati, in linea con la posizione di Julian Assange, fondatore di Wiki-Leaks. Da questo “contro-summit” nasce un libro potente e provocatorio, che interroga tutti noi: che significato hanno davvero le bandiere, il patriottismo, le grandi organizzazioni internazionali? Quale ruolo ricoprono il dissenso e la ricerca della verità in una realtà in cui il denaro può liberamente varcare limiti e confini sociali, culturali, geografici, mentre le persone e le parole non possono farlo?

Pagine che si leggono tutte di un fiato. Incalzanti, ironiche e piene di quella leggerezza necessaria, a volte, per parlare di tematiche così complesse.

 

[ Cose che si possono e non si possono dire ]. Libro che poco concede alla retorica anti-establishment dei movimenti dei diritti civili made in Usa. Cusack mette subito in chiaro che la politica estera del suo paese non gli piace. 

Le truppe mandate in Iraq hanno raggiunto un solo obiettivo – la caduta di Saddam Hussein – successivamente però il paese ha conosciuto e conosce tutt’ora una guerra civile feroce e sanguinosa, che ha visto centinaia di migliaia di civili morti. I militari Usa hanno pensato solo a difendere il petrolio, uno dei motivi per i quali sono stati mandati lì.

La scelta di Snowden di rendere pubblici i materiali dello spionaggio su larga scala della Nsa non risolve il pantano iracheno, né quello siriano o libico, ma ha alzato il velo sull’ esercizio antidemocratico del potere Usa.

Cusack deve però vedersela con lo scetticismo della scrittrice indiana, Arundhati Roy, a cui Edward Snowden non piace da quando si è fatto fotografare con una bandiera americana stretta al petto. Le è sembrato un gesto incoerente rispetto alle denunce dell’ex-agente americano. Snowden obietta, con le lacrime agli occhi, ricordando che il patriottismo lo ha servito a pranzo e a cena. Alla fine diventa una seconda pelle. Solo quando avvertì la contraddizione tra l’inno nazionale che parla di libertà e coraggio, a gli orrendi fatti compiuti dagli USA, provò a togliersi quella seconda pelle. Fa male, ma il patriottismo è anche un abito mentale difficile da dismettere.

Arundhati Roy è un torrente in piena quando mette in rilievo come il potere non ami chi è in disaccordo. In India, il partito indù al governo fa propaganda a colpi di massacri di musulmani e di civili, che si oppongono alla cacciata dalle terre dove vivono per far posto a una diga o una miniera. Il potere ha sempre un doppio standard etico: se qualcuno uccide, ma è tuo nemico è una bestia, ma se i massacri e gli stupri sono compiuti in difesa di uno stile di vita, ecco che diventano atti di eroismo.

UN INTELLETTUALE non può che essere un dissidente, echeggiando altri autori. Essere dissidenti nel mondo e in casa propria è dunque il primo passo per dare forma al cambiamento.

Esercitare la dissidenza, non fare sconti a nessuno, senza però mai dimenticare che la scelta è di stare a fianco con chi resiste al neoliberismo.

Edward Snowden sà che non potrà mai tornare in patria, ma è il prezzo che ha deciso di pagare affinché non ci siano più parole ostili al potere che non si possano dire.

[ Cose che si possono e non si possono dire ]. Poco altro da aggiungere per questo capolavoro. Consiglio vivamente a tutti di acquistare questo Libro.

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[ Cose che si possono e non si possono dire ]. Un libro che parla della sorveglianza di massa e dei diritti di libera espressione.
[ Cose che si possono e non si possono dire ]. Un libro che parla della sorveglianza di massa e dei diritti di libera espressione.